>> L’iRS riporta in vita i giganti di pietra
di ‘Monti Prama’
L'Irs riporta in vita
i giganti di pietra di Monte 'e Prama di Cabras, o almeno le
loro copie. Riproduzioni perfette, ricostruite con sagome di
polistirolo rivestite di gesso, che per tre giorni, da oggi
fino a domenica, i sardi e i turisti potranno ammirare nelle
dimensioni originali alla Festa manna dell'Irs, a Sardara.
Una provocazione per protestare contro i tempi lunghi di
Regione e Ministero nel restauro e nell'esposizione delle
trentadue sculture datate fra l'XI e il IX secolo avanti
Cristo, ritrovate nel 1974 nella penisola del Sinis.
I frammenti delle trentadue statue, oltre quattromila, dopo
essere rimasti per anni negli scantinati delle
Soprintendenze, ora sono custoditi nei laboratori del Centro
di restauro e conservazione dei Beni culturali, a Li Punti,
alle porte di Sassari. Aspettano di essere ripuliti,
restaurati e ricomposti prima di poter essere esposti al
pubblico.
La Soprintendenza ai beni archeologici di Sassari e Nuoro ha
assegnato un appalto da un milione e 600 mila euro, per
restauro, ricomposizione e musealizzazione dei reperti. Uno
aggiudicato nell'aprile scorso all'impresa Cca di Roma:
«Stiamo ultimando le pratiche burocratiche», spiega il
funzionario della Soprintendenza, Antonietta Boninu, «a
settembre partiranno i lavoro che dovrebbero concludersi nel
marzo 2008». Intanto l'Irs del leader Gavino Sale va
all'attacco delle istituzioni che finora avrebbero relegato
nel dimenticatoio i giganti di Monte 'e Prama: «È un assurdo
disegno criminale per negare l'esistenza dell'arte, negare
la realtà che i sardi, prima dei greci abbiamo fatto questo.
I sardi scolpivano prima dei greci». Nella sede Irs, al
Governo provvisorio, Sale e lo studioso Paolo Cravero
descrivono l'importanza di quel ritrovamento dimenticato da
oltre trent'anni: «è una scoperta che se valorizzata e
accolta rivoluzionerebbe la storia del Mediterraneo. 32
statue in pietra arenaria, ritrovati casualmente da alcuni
agricoltori del Sinis. Le statue rappresentano guerrieri,
arcieri, lottatori e altre figure dell'iconografia nuragica
alte 2,60 metri e realizzate in un'epoca precedente alla
nascita della civiltà greca. «Non è stato fatto niente per
recuperarle, e nello stesso sito dove sono state trovate,
non sono mai state fatte campagne di scavi archeologici.
È l'ennesima negazione dell'identità dei sardi, un'identità
e una cultura di cui essere orgogliosi e che invece si
continua a nascondere. Non è stato fatto niente per
recuperarle, e nello stesso sito dove sono state trovate,
non sono mai state fatte campagne di scavi archeologici. È
l'ennesima negazione dell'identità dei sardi». (v. g.)
Unione Sarda
>>Da-e su jassu web
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