In quest’ottica viene a mancare
la possibilità di essere artefici del proprio destino e del
diritto di scegliere il proprio cammino e il proprio futuro.
Questo processo culturale autolesionista o, se si
preferisce, autodistruttivo è stato rimosso dalla società
fiamminga che, oltre a voler riscrivere la propria storia
nelle vesti di stato, auspica il grande passo che porterà
all’autodeterminazione delle Fiandre e al suo successivo
ingresso nell’Unione Europea come stato membro in modo
pacifico e democratico. Intanto si pensa gia a dare a
Bruxelles un ruolo di capitale del nascente stato oltre che
quello gia esistente di capitale burocratica dell’UE. Gli
abitanti, intanto, non sembrano preoccuparsi più di tanto
della loro situazione politico amministrativa tanto che non
si sente parlare di crisi istituzionale come forse sarebbe
successo da qualche altra parte. Secondo un articolo del
settimanale britannico ‘The Economist’, intitolato
provocatoriamente ‘Tempo di finirla’, sono descritte
le consuetudini delle due etnie che convivono in Belgio,
sottolineando il fatto che essi "Vivono vite parallele,
ignorandosi ampiamente l'uno con l'altro". Si tratta di
una situazione socio-politica che si riflette nella
dichiarazione del primo ministro, nonché leader fiammingo,
Yves Leterne: ‘i belgi hanno in comune solo il re, la
squadra di calcio e alcune birre’.
Jassos web
impitados:
http://www.politicaonline.net
http://qn.quotidiano.net/pazzo_mondo...o_belgio.shtml
http://www.independent.ie
http://www.ilfederalismo.it
http://www.economist.com