Un
calendario in Limba per cercare di salvare le
antiche case dell'Eremitanu di Santu Jorzi di
Pèrfugas
Originale
iniziativa dell’Oberaìa de
Santu Jorzi de Pèrfugas (O.S.J.), giovane
associazione culturale perfughese costituitasi per
scopi culturali, lancia una piccola ma grande sfida
alla sua comunità attraverso il seguente slogan:
“Salvamus sas domos in ruina
de s’Eremitanu”.
Si tratta per l’esattezza di due edifici dai muri
pericolanti che in epoca contemporanea venivano
usati come alloggi per le persone appartenenti alla
chiesa mentre in epoca più recente furono
rifunzionalizzati da pastori locali come alloggi di
campagna.
Essendo oggi nel più totale abbandono, aspettano un
intervento che li possa valorizzare facendo
risplendere anche una parte della memoria storica
della comunità.
Secondo quanto trapelato dal direttivo dell’O.S.J.,
dietro questa sfida per la riqualificazione degli
edifici ci sarebbe il desiderio di restaurare le
vecchie mura per poterle adibire successivamente
come museo multimediale della fotografia dedicato
alla comunità di Pèrfugas e di ricavare inoltre dei
servizi igienici da poter utilizzare durante le
feste organizzate nel suggestivo anfiteatro
naturale. Secondo quanto affermato dall’O.S.J.
sarebbe già pronta una squadra di
tecnici-progettisti che darebbe il loro intervento a
titolo gratuito elaborando dei progetti di
ristrutturazione nel pieno rispetto dello stile
architettonico degli edifici. Dunque all’appello
mancherebbero solo i finanziamenti per poter
appaltare i lavori. Ed è per questo motivo che i
ragazzi dell’O.S.J. scendono in campo e lanciano la
loro sfida a una comunità solidale come Pèrfugas,
dando il loro personale contributo finanziario
all’ambizioso progetto, col suo
calandariu in limba
che dal 15 dicembre sarà disponibile per tutti
coloro che lo volessero acquistare, per maggiori
informazioni sull’operazione basterà consultare il
sito web dell’associazione
www.santujorzi.net. Il ricavato della vendita
sarà devoluto alla causa.
Si tratta di un calendario, come detto pocanzi,
redatto in sardo-logudorese e inglese tenendo anche
conto della L.S.C. Limba
Sarda Comuna varata dalla commissione
linguistica del Parlamento Sardo (delib. giunta Reg.
n° 16/14 del 18.04.06, L.S.C.).
Quest’anno si è pensato di dedicare il calendario ad
un oggetto principale: il coltello, sa lepa,
sa resorza,
definibile anche come il
prolungamento della mano del pastore (B.
Bandinu 2006), per via della sua forma, della sua
praticità nei vari ambiti di utilizzo e della sua
ottima impugnatura. Coltello-Segno
per eccellenza della cultura del pastoralismo
dell’area mediterranea.
In Sardegna trova una sua forma, una sua dimensione,
una sua identità antropologica socio-culturale ed
economica specifica, all’interno della cultura
attuale dei discendenti di una delle prime comunità
di pastori-guerrieri che popolarono l’Isola, gli
Antichi Sardi.
Le foto a colori ritraggono Giovanni Careddu, uno
degli ultimi mastros de
resorza dell’Anglona, che vive ed opera
nel suo laboratorio sito a Pèrfugas. Careddu si è
gentilmente concesso all’obiettivo della macchina
fotografica dell’Archivio Etnografico dell’O.S.J.
per poterlo immortalare durante la trasformazione
della materia in cultura.
Il calendario è stato intitolato
manos de atarzu,
un binomio dal duplice significato che sta a
indicare mani forti e sapienti che allo stesso tempo
lavorano la materia-acciaio. Mani che ripropongono
antichi saperi di cultura metallurgica sarda dai
tratti comulativi tramandati oralmente, che anno
inizio in tempi lontanissimi.
Un ottimo esempio di cultura metallurgica ci è dato
dalle creazioni degli antichi Sardi costruttori di
nuraghes dove
stiletti, spade, frecce ma anche sculture
antropomorfe e zoomorfe fondano le basi di quella
cultura metallurgica che oggi portano avanti i
nostri valenti mastros de
resorzas e frailarzos.
Ufìtziu_Imprenta_OBERAìA
Pèrfugas, 29 de Sant'Andrìa 2007