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Da-e sa Nuova Sardegna de su 01.12.07

A Pèrfugas si mobilita e lancia una sfida l’Oberaìa de Santu Jorzi.

PÈRFUGAS. L’Oberaìa de Santu Jorzi lancia una nuova, interessante sfida. Ne è destinataria l’intera comunità di Pèrfugas, alla quale l’associazione culturale intitolata a S. Giorgio rivolge un appello pressante:mobilitarsi per salvare dal degrado provocato dall’incuria dei tempi e dall’indifferenza generale alcuni immobili di particolare valore storico.
Si tratta degli edifici di s’Eremitanu di S. Giorgio. “Due edifici pericolanti – spiega Giovanni Deperu, dell’Oberaìa – che in epoca contemporanea venivano usati come alloggi per le persone appartenenti alla chiesa, mentre in tempi più recenti sono stati trasformati da pastori locali in alloggi di campagna. Questi edifici aspettano un intervento che li possa valorizzare facendo risplendere anche una parte della memoria storica della comunità”. L’operazione è complicata e l’intento perseguito dall’Oberaìa è, di certo, uno dei più nobili. Come realizzarlo però? Con quali strumenti raggiungerlo? Un primo passo potrà essere effettuato con il ricavato della vendita del nuovo calendario prodotto dall’associazione. Secondo lo stile e le finalità culturali dell’Oberaìa, questo è stato realizzato in sardo e in inglese. Disponibile dal prossimo 15 dicembre, il “calandariu in limba” del 2008 è stato dedicato ad un arte che a Pèrfugas ha ancora i suoi bravi interpreti: la produzione dei coltelli. “sa lepa” o “sa resorza” che l’antropologo Bachisio Bandinu ha definito anche come il “prolungamento della mano del pastore”, ha in effetti avuto un ruolo importante in una comunità come quella perfughese. Proprio a questo si deve la scelta tematica fatta dall’Oberaìa che, grazie alla disponibilità di uno degli ultimi “mastros de resorzas” dell’Anglona, Giovanni Careddu, ha potuto immortalare tutte le fasi che precedono e rendono possibile la produzione di un manufatto che oggi viene ricercato dai collezionisti. Come spiegano i ragazzi dell’associazione perfughese, “il calendario è stato intitolato <<manos de atarzu>> per usare un binomio dal duplice significato che sta ad indicare mani forti e sapienti che allo stesso tempo lavorano la materia acciaio”. La riqualificazione delle due case dell’Eremitanu punterebbe alla creazione nell’area di S. Giorgio di un museo multimediale della fotografia. I soci dell’Oberaìa confermano che sarebbe già pronta una squadra di progettisti che gratuitamente elaborerebbero il piano di ristrutturazione. Chi volesse saperne di più può consultare il sito dell’associazione: www.santujorzi.net

Giuseppe Pulina

 

Santu Jorzi